lunedì 14 gennaio 2013

la malattia nella medicina cinese.....e se avessero ragione loro?


La Malattia nella medicina cinese
La malattia nasce seguendo questo processo:
1) Nasce dalla “Mente”
2) Si sviluppa attraverso le emozioni
3) Si struttura nel corpo attraverso uno squilibrio bioelettrico
4) Lo squilibrio bioelettrico porta ad uno squilibrio chimico
5) Se lo squilibrio chimico persiste, si crea una conseguenza nel corpo fisico.



Nella medicina cinese si ritiene che la cura possa avvenire nei vari stadi.
5° Quando la malattia è troppo avanti si ricorre alla chirurgia, ma questo è ritenuto un pessimo livello di intervento.
4° Al quarto livello si interviene con farmaci, antibiotici, ricostituenti ma anche questo livello, anche se migliore del precedente, è ritenuto un intervento tampone. Un nascondere i sintomi senza affrontarli.

3° Al terzo livello si ricorre con l’agopuntura, il massaggio, le saune, la ginnastica, la pranoterapia.
Questo livello, veniva usato dai cinesi soprattutto come prevenzione, l’agopuntore di corte infatti era pagato solo finché il paziente stava bene, nel momento in cui si ammalava, lo stipendio veniva sospeso. Comunque anche questo livello era ritenuto di supporto e non definitivo, implicava la costante vigilanza del medico agopuntore.
2° Questo livello era normalmente abbinato al terzo livello inerente all’agopuntura. Ad ogni malattia o organo viene attribuito un complesso di emozioni. Per esempio il fegato e le sue patologie, coinvolgono la collera ed il coraggio ecc. In genere si ritiene che uno squilibrio di tali emozioni apra la strada alle patologie. Il colloquio col paziente era ritenuto molto utile.
1° Il livello principe si ha quando viene penetrata la causa della malattia a livello mentale. Discorso complesso è lungo. In breve si ritiene che l’unica cosa che esiste è la “consapevolezza”; quest’ultima entra in una specie di realtà virtuale o sogno condiviso con il resto dell’umanità, sogno che essa vive come realtà. In questo stato essa decide e separa il bene dal male, seguendo impulsi personali o indotti dalla comunicazione con gli altri. LA MALATTIA E’ VERAMENTE VINTA SOLO QUANDO C’E’ COSCIENZA DELLE CAUSE PROFONDE.

Resta un ultimo punto da inquadrare. Vedete, la malattia per quanto assurdo possa sembrare è anche un insegnamento. 
Essa ci spinge a cambiare, aiuta a smuovere le cristallizzazioni, della nostra parte emotiva. Abbiamo delle abitudini emozionali, mentali che si ripetono ciclicamente. Si vede spesso in certi esaurimenti un circuito mentale di pensieri che si rincorrono all’infinito, consumando tutte le energie del malcapitato.
La malattia è quindi anche aiuto, spinta al cambiamento. Crea evoluzione.
Se eliminiamo le malattie chi aiuterà quell’anima ad evolversi?
Siamo sicuri di essere in linea con l’evoluzione naturale?
Ecco quindi la necessità di una profonda introspezione da parte di chi sarà curato, occorre l’umiltà di guardarci dentro con sincerità e spietatezza.
Non lo faremo da soli ma aiutati da una folta schiera di nuovi psicologi.
Serviranno non tanto psicologi con studio, quanto psicologi che riconoscano il valore dell’anima, amino il prossimo e sentano l’esigenza di dedicarsi alla crescita degli altri.

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